DEDALUS: CORSI, CONCORSI, TESTI E CONTESTI DI VOLO LETTERARIO

Il progetto è quello del volo panoramico, in forma di parole, idee, letture, riletture, sui territori letterari, tra mura ed ali, labirinti e spazi liberi
domenica, 01 giugno 2008

INEDITI di Simona D'Urbano

 Una poesia che contiene in sé una capacità di meraviglia ancora autentica, come se davvero il pensiero fosse "pittura materica sulla tela corporea mai conosciuta", o, all'inverso, si potesse ancora appagare quella "sete di conoscenza che il corpo nasconde agli occhi della mente". Un nuovo esempio di poesia fresca, con un già conseguito spessore di immediatezza e nitore, e, come già è accaduto con altre voci apparse su DEDALUS, prospettive di crescita e fermento, sempre nell'ambito dell'emozione del dire e della volontà di dirsi, raccontarsi, sospesa nella dimensione onirico-reale dell'essere "papavero nella neve" avvolta "in un oceano di parole".  I.M.

 *****************

Senza saperlo

Tu hai trovato le chiavi

che io ho sempre cercato,

quelle di me stessa

 

 ****************************

Chiudo gli occhi e

il desiderio si anima,

come se le mie mani

ti avessero fra le dita,

sotto le carezze che profondo

senza cedimenti

Dentro, anima e corpo,

mi si apre il vuoto,

una sensazione che materializza

e risucchia il senso

Il pensiero diventa

pittura materica sulla

tela corporea mai conosciuta

che mi porto dietro,

ancora intatta

  

******************************

Quando non sai

e non puoi immaginare,

lo stupore ti assale

e si lascia vivere,

bello,

come la serenità

che regna

dopo l’essere stati

semplicemente accanto,

nudi

  **************************

Come d’incanto

nelle lunghe sere

di giugno,

al frinire dei grilli si

alternano i bagliori delle lucciole

fra l’erba nuova e il grano,

così

il tuo pensiero che

chiamo e cerco

continua a sfiorarmi

in nuovi e sconosciuti modi,

dissetando appena la sete di

conoscenza

che il corpo nasconde

agli occhi della mente

Ti rimembro

costantemente

piccoli gesti e

momenti ormai donati al

nostro passato per

quella che sarà

la nuova rimembranza

che già ci accoglie

invisibile

  

*********************************

Sta albeggiando

lentamente

Ogni albero

ospita un nido

costruito dalla pazienza

dell’Amore

  

*************************

Piena

sei come Opale

velato dall’incenso delle nubi che

stanno fumando e

vegli il mio passo

mentre vivo

Con gli occhi ti chiamo

e ti parlo

Sono un papavero nella neve

E Tu

mi avvolgi col tuo oceano di parole

 

postato da: ivanomugnaini alle ore 14:02 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: inediti

Commenti
#1    03 Giugno 2008 - 20:33
 
Poesie intrise di malinconia. Una malinconia che mi fa stare bene.
utente anonimo

#2    04 Giugno 2008 - 14:05
 
Davvero il mio grazie più sincero a Ivano per aver concesso questo spazio e le sue parole alla mia poesia ancora sconosciuta ed inedita. Una emozione autentica.
Simona D'Urbano
utente anonimo

#3    05 Giugno 2008 - 10:26
 
oceani di parole
contro una zolla riarsa
dove ogni grano di terra è morto
dove una goccia di pianto
può seminare
il miracolo

diotima47.blog.tiscali.it
utente anonimo

#4    05 Giugno 2008 - 13:02
 
La tua mi sembra un'operazione molto riuscita, caro Luca. la apprezzo davvero. Il mito non è un catalogo di amene corbellerie ammuffite nella memoria di un'antichità credulona, nè il deposito di giocattoli che svagano nei loro ozi i pronipoti di annose aristocrazie classiciste. Il mito è il canto dimenticato dell'universo: è ,come scrisse Junger, lo sforzo originario dell'uomo di prendere coscienza dei moti profondi del suo spirito, di tradurre la materia volubile delle passioni primordiali nelle forme imperiture dell'immaginazione, in un linguaggio che è quello dell'analogia, anteriore alle leggi della logica e dell'intelletto analitico. Per questo le storie del mito non sono più semplici favole, ma ci aprono a clamorose, lancinanti rivelazioni: in esse ritroviamo noi stessi e il fondamento recondito di ciò che proviamo, la parabola tragica di un destino, il senso nascosto di un enigma oscuramente imparentato con quell'altra storia che con amarezza e stupore scopriamo essere la nostra vita. Saluti!
utente anonimo

#5    05 Giugno 2008 - 16:00
 
Conosco Simona da poco e i suoi versi da sempre; nel senso che mi appartengono, mi sono sempre appartenuti come una goccia di sangue dello stesso gruppo, mi appartiene quella loro voracità verso la vita, verso un sembiante onesto dell’esistere che si scardina nei frammenti del dubbio, del dolore, dell’amore deluso e che pure è valso la pena vivere fino in fondo in ogni palpito, ogni fremito, ogni coraggioso abbandono del corpo e dell’anima. Ha ragione Ivano a definire questa poesia fresca e piena di aspettative: vi si trova la freschezza limpida del canzoniere e la consapevolezza tagliente della lama, il suono che abbaglia come uno sguardo seduttore e la frammentazione del verso (versi tagliati come pietra sulle preposizioni, sui relativi, sugli articoli) che mozza in gola il fiato e ci costringe a proseguire, a scoprire, a desiderare, forse ad avere paura. È una poesia che ha un colore, un profumo, un volume, come un fiore; che ti avvolge come la coperta tenera e calda che abbraccia una bimba nell’istante prima del sonno, ed è abrasiva come gli incontri con chi non sa darsi e non sa amare; è amore compiuto e sua disperata ricerca, è acqua e fuoco. Se mentre scrivo ho in mente un numero maggiore di testi di questa poetessa romana, amante del sorriso e del buon vino, questa scelta di Ivano ci regala un piccolo vertice, come la punta millimetrica della freccia che ci incide il pulsare intero dell’ossidiana. È un piccolo regalo, confezionato con l’accuratezza che sempre contraddistingue questo spazio. Grazie a Ivano, ma soprattutto grazie infinite a Simona e al suo coraggio di stupirci con il sorso della sua poesia.
Luca Benassi
utente anonimo

#6    06 Giugno 2008 - 17:03
 
Grazie a Simona, a Luca, e a tutti coloro che danno forma di parola e realtà di dialogo a questo spazio telematico. A presto rileggerci, I.M.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ivanomugnaini

#7    16 Giugno 2008 - 10:48
 
La piena sentimentale di Simona si risolve sempre in un dettato immediato, cristallino nelle immagini e in un ritmo rapido come di chi rimane sempre rapita o stupefatta dalle occasioni esistenziali di amore o sofferenza. Questa poesia ci dice che non c'è mai assuefazione ai dolori e alle gioie che la vita ci riserva.
Auguri a Simona per la sua poesia, Letizia L.
utente anonimo

#8    24 Giugno 2008 - 21:08
 
Una ventata di freschezza, di brividi, di emozioni! Brava Simona!
Federico
utente anonimo

#9    30 Agosto 2008 - 18:49
 
Sono sensuali e dolci le tue poesie, cara Simona.

A presto.
Valerio
utente anonimo

#10    11 Giugno 2009 - 15:16
 
Ho conosciuto Simona qualche sera a Massenzio per la serata dedicata alla poesia e devo dire che, pur agli inizi, mi sembra un felice incontro. Così come quello con queste sue poesie che sono un' ulteriore personale riflessione su come l'amore può essere una vera fonte di conoscenza dell'altro, di noi stessi e del mondo che ci circonda visto che è in grado di suscitare in chi lo prova belle immagini come quel papavero nella neve, un ossimoro stagionale, un contrasto di colori, un contrapporsi di simboli che dice più di tante parole.
Un saluto di cuore a Simona e a Ivano. Lucianna Argentino
utente anonimo

Commenti

Chi sono

Utente: ivanomugnaini
Nome: Ivano Mugnaini
IVANO MUGNAINI Si è laureato in Lettere Moderne all'Università di Pisa. E' autore di testi di prosa, poesia e saggistica. E' direttore della collana di narrativa dell'editrice "Puntoacapo". Cura la rubrica "L'ombra del vero", sul sito della Bompiani RCS: www.bompiani.rcslibri.it/speakerscorner , all'interno del quale propone suoi racconti e sue "rivisitazioni" di film e classici letterari. Pubblica suoi testi e recensioni per alcune riviste nazionali tra cui: "L' Immaginazione", "La Mosca di Milano" e numerose altre. Pubblica note di lettura anche su riviste diffuse tramite Internet. In particolare Vico Acitillo 124 - Poetry Wave, www.vicoacitillo.it, su "Via Delle Belle Donne", su "Rebstein" e sul sito "Sinestesie", di cui è redattore per la sezione "Scritti di poesia", E' socio e collaboratore del Gruppo Internazionale di Lettura di Pisa. Collabora, come autori di testi, con alcune associazioni culturali, tra cui "Il Teatro di Campana". Alcuni suoi racconti e poesie sono stati letti e commentati in trasmissioni radiofoniche di Rai - Radiouno. Fa parte della Giuria di alcuni Premi letterari, tra cui il Concorso nazionale di poesia "Astrolabio". Il suo racconto "Desaparecidos" è stato pubblicato nell'Antologia "Parole di Carta" recentemente pubblicata da Marsilio Editore. E' autore di racconti premiati o segnalati in alcuni concorsi letterari, tra cui: Premio "Nuove Lettere" Istit. Italiano di Cultura (NA); "Città di Lanciano" (CH)ed altri. Ha pubblicato la raccolta di racconti "LA CASA GIALLA" e il romanzo "LIMBO MINORE" (Piero Manni editore, Lecce). E' autore di poesie e raccolte premiate o segnalate in concorsi letterari nazionali, tra cui: Premio "Eugenio Montale" (Roma) - Sez. Inediti Italiani - "Leopardi" (Recanati) Centro Studi Leopardiani; "Lerici-Pea" (SP) ; "Camaiore" (LU) -Sez. opere prime, ed altri. Ha pubblicato la silloge dal titolo "CONTROTEMPO". Tra i critici ed autori che hanno presieduto giurie in cui sono stati premiati i suoi testi, si sono occupati della sua attività letteraria o hanno scritto note o commenti sui suoi lavori, ricordiamo: Vincenzo Consolo, Gina Lagorio, Ferdinando Camon, Paolo Maurensig, Giorgio Saviane, Michele Dell'Aquila, Umberto Russo, Walter Mauro, Raffaele Nigro, Andrea Camilleri ed altri.

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